La storia senza storia del quarto lavoro di cui ti vado narrando, di come il vecchio Zambo ne trasse musica, andava avanti, seppur fosse ancora verso gli inizi. E già a questo punto, fosse forse carenza di ispirazione?, il nostro incappò ancora una volta in un vizio che gli era caro: prese, a mani basse e senza nemmeno dire grazie, dal repertorio di qualcuno ben più celebre di lui, e cercò di accaparrarsi almeno patre del merito.
Questa volta toccò ad un compositore per cui il vecchio Zambo nutriva un enorme surplus di ammirazione, per cui si limitò ad acciaccarne un brano sì famoso, ma già di suo giocherellone. Ecco che allora i balocchi creativi del grande Johann Sebastian Bach divennero balocchi anche per qualcun altro, questa volta con lo spirito del bimbetto che prende di nascosto la costosa macchina fotografica del padre e cerca di non farci nemmeno un graffiettino.
E dunque il vecchio Zambo, tornato per l'occasione bambino, prese a prestito la "badinerie", ed oggi la restituisce ai più. Sperando di non averci fatto nemmeno un graffiettino.
Si susseguirono i mesi, si alternarono le stagioni. Insomma, il tempo continuò sereno a scorrere, come suo solito, senza curarsi di ciò che il vecchio Zambo faceva o non faceva. E vorrei anche vedere!, dirai tu. Sta di fatto che, dopo un 2003 tanto proficuo quanto hai già potuto gustare, il 2004 trascorse sotto silenzio.
Non è del tutto vero: diciamo piuttosto che i semi sparsi in quel 2004 in sordina furono poi raccolti l'anno successivo, in un 2005 che vide di nuovo il nostro eroe protagonista, nel modo che conosci. Fu di quell'anno la quarta fatica del vecchio Zambo, infatti, che si produsse un nuovo album, quello che oggi comincerai ad ascoltare.
Il primo tizio di cui si fece musica, stavolta, fu un personaggio già usato, un protagonista di altre vicende, uno insomma che già avrebbe potuto ritenersi soddisfatto così. E invece il vecchio Zambo se lo trovava, irrequieto, a gironzolargli per la zucca, come se volesse a tutti i costi tornare, alla grande, a calcare la scena. Forse il nostro non era proprio la soluzione che questo "amleto (con la e chiusa)" stava cercando per tornare agli antichi fasti, rimane però che non volle fargli la sgarberia di ignorarlo. E così oggi tocca a te incontrare quest'ometto irrequieto.
Accadde, in quel 2003 di cui qualcosina ti ho già detto, che a un certo punto (si era già verso dicembre, per dirla tutta) arrivò il Natale. Il vecchio Zambo era solito fare doni simbolici alle persone che aveva a cuore, per questa ricorrenza, ma le sue usanze in quell'anno erano destinate a cambiare. Almeno in parte.
Si decise infatti (e non chiederti chi è che lo abbia deciso: si decise, e basta... una specie di intervento del destino) che sarebbe stata la sorte ad elargire i doni, non i singoli personaggi. Questo accadeva nella cerchia di persone che il vecchio Zambo aveva a cuore a quei tempi, suppergiù.
E allora ciascuno fu invitato a produrre un unico dono: acquistato, confezionato a mano, ricilato da occasioni precedenti... non importava. Unico vincolo era che la spesa economica avrebbe dovuto essere inferiore ai cinque euro. Messi poi tutti i doni in un sacco, ciascuno fu invitato a pescarne uno, guidato solo dalla sorte di cui si diceva. Non indovinerai mai cosa decise di produrre il vecchio Zambo in questo frangente... o forse sì?
Sicuramente sì, perché come era ovvio che fosse, il vecchio Zambo decise di donare a qualcuno, scelto alla cieca dalla dea bendata, un po' dei suoi vaneggiamenti, come solito disposti in forma più o meno armonica.
Mi perdonerai se ti tedio così a lungo, ma al vecchio Zambo stavolta piacque di fare un esperimento assai unico nella sua carriera, ed è opportuno che te ne parli diffusamente. Infatti, si mise sotto di buzzo buono e produsse quella che chiamò "Operetta Numero 1": si trattava di un unico brano, composto però di ben sette movimenti distinti, ma non indipendenti.
La storia che questo monstrum del lavoro del vecchio Zambo racconta si articola dunque nei sette capitoli che furono messi in musica in quel bel dicembre dell'anno 2003, e che ora vado ad elencarti nudi e crudi, così come il nostro eroe volle farli conoscere.
1 - cantastorie zoppo
2 - ballata dell'allegra combriccola
a. ingresso
b. sproloquio
c. battibecco
d. riconciliazione
e. abbiocco
3 - messaggero inatteso
a. avvicinamento maestoso
b. ingresso trionfale
c. messaggio importante
d. persuasione perentoria
4 - intermezzo (e tiro il fiato)
5 - danza notturna (valzer dei beoni)
6 - duetto della luna e le stelle
7 - marcia del finale
Non aver dunque fretta di voler ascoltare questa meraviglia, ché come si può dedurre dalla sua composizione è abbastanza lunghina: ti occorrerà dunque un poco di pazienza in più, per poter scaricare anche questa fatica del vecchio Zambo. E se poi non ti sembrerà una meraviglia... pazienza. Il nostro ce la mise proprio tutta anche questa volta.