Il vecchio Zambo era un tipo che cercava sempre di mantenerla, la parola data. Se ci riuscisse sempre, o meno, forse non è addirittura affar tuo, questa volta.
Ciò che invece ti riguarda è che almeno una volta la parola riuscì a mantenerla. Se guardi infatti l'ora e la data, ti accorgerai che è ancora lunedì notte: e dunque i pronostici son stati rispettati, gli aruspici soddisfatti, le profezie esaudite. Il vecchio Zambo riuscì nella fatica ardua ed improba di sistemare tutti i suoi scartafacci, e di riordinare anche questo piccolo blog: ora, infatti, tutte le anime buone che vengono a visitare il vecchio Zambo troveranno un accomodamento confortevole. I problemi son stati risolti, i nodi son venuti tutti al pettine.
Che dire dunque? Mettiti comodo, e se ne hai voglia trascorri qualche minuto in compagnia della fantasia bislacca di questo personaggio singolare, arrangiata apposta per te in forma più o meno armonica.
Il vecchio Zambo si copre il capo di cenere, ma stavolta ha combinato un bello scherzetto a tutte le anime buone che non lo vengono a trovare con Internet Explorer.
Avrai certo notato che son magicamente comparsi dei lettori per l'esecuzione dei brani in streaming (addirittura! meraviglia della tecnica!): orbene, che c'entra mai?
Una banale dimenticanza, un piccolo flag che andava spostato da true a false, e che ovviamente non è stato spostato, ha fatto sì che le anime buone che vengono a trovare il vecchio Zambo con browser diversi da IE si trovino tutti i brani che automaticamente partono da sé, in contemporanea... non si fa, no no no no no!
Il vecchio Zambo si è accorto di questo problemuzzolo grazie alla segnalazione di un'anima buona: ora lo sta mettendo a posto. Un pochino alla volta, ci vuol pazienza. Perdonate quel povero vecchio, che se ne pensi alla sua musica anziché andar a tampicciare con le macchine!
I pronostici migliori danno il problema risolto entro lunedì notte: il vecchio Zambo ne approfitterà per mettere un po' d'ordine tra tutti i suoi scartafacci, in modo che poi tu abbia nuove sorprese mirabolanti tutte per te. E provate anche su Firefox... così, per star dalla parte dei bottoni. Incrocia le dita!
Giungeva la fine, anche in quel 2007 che poi tanto ammantato di mistero non è. Non che fosse giunta la fine dell'anno, lo sai bene: era semplicemente giunto il momento che il vecchio Zambo calasse nuovamente il sipario, ti lasciasse con la sua nuova opera completa, e se ne tornasse per un poco nell'ombra che abitava a quel tempo, tra una composizione e l'altra.
Non prima, però, che un altro Josè Arcadio Buendia riuscisse, dopo una scandalosa relazione con quella che non sapeva fosse sua zia, dopo aver visto nascere un figlio con la coda a ricciolo tipica dei porcelli, dopo aver visto morire la sua meravigliosa e dotatissima amante, riuscisse a decifrare i vecchissimi scritti criptici dell'antico zingaro. Proprio mentre l'uragano distruggeva ciò che di Macondo era ancora in piedi.
Perché le stirpi condannate a "cent'anni" di solitudine non hanno una seconda opportunità.
Il vecchio Zambo si commosse per un'altra, tra le figure tristi che popolano un lungo tratto del romanzo bellissimo da cui andava prendendo, senza nemmeno dir grazie all'autore, la sua ispirazione. Prima si commosse, e poi la detestò, e poi ne fece approssimativa armonia.
Era arrivata a Macondo durante uno sfrenato carnevale, portata lì dal lontanissimo altopiano per essere incoronata regina della festa. Era bellissima, e fece innamorare più d'uno, tra quelli che la videro. A rincorrerla per tutto il paese, a strapparla alla sua occupazione di intrecciare corone funebri, a riportarla a Macondo per sposarla, fu però uno solo: quello che poi divenne ricco e famoso come amante di Petra Cotes, e non si curò più tanto della sua spocchiosa moglie dell'altopiano, con tredici spagnolissimi cognomi.
Quel che il vecchio Zambo volle far risuonare nel silenzio non fu però la storia triste, né l'antipatia della famiglia, né il freddo del tradimento. Si preoccupò di mettere in musica la scombinata corrispondenza tra "Fernanda e i medici invisibili".
No, il vecchio Zambo non tornò più alle molte rivoluzioni e guerre che fan da immancabile contorno all'opera magna che stava, birbantello, armonizzando suppergiù. Ma un episodio, piccolo ed insignificante per molti, ma non per tutti, non poteva passar sotto silenzio.
Ci credeva, poveretto, il solo Josè Arcadio Secondo Buendia, e il vecchio Zambo volle dargli man forte per sostenere la sua teoria. Cioè che il grande sciopero, con tanto di manifestazione di piazza, contro lo sfruttamento perpetrato dai gringos della compagnia bananiera ai danni dei poveri lavoratori, finì in tragedia: tra nidi di mitragliatrici sui tetti dei palazzi, e con "duecento vagoni" carichi di morti per cancellare ogni traccia ed ogni ricordo.
Il vecchio Zambo volle, saltapicchiando qua e là, andare a pescare le strane vicessitudini di una vecchia zitella, con la passione del cucito e del ricamo. Tanta passione ci mise, che sorella morte volle venire con lei ad un patto: le avrebbe lasciato terminare l'opera più complessa ed arzigogolata e pignola della sua vita, prodotta con tutta la calma del caso ma senza barare, come fece a suo tempo e per altri motivi una certa Penelope. E quando questo capolavoro fosse stato terminato, quando si fosse annodato anche l'ultimo filo dell'ultimo ricamo, la sera di quello stesso giorno, sorella morte sarebbe arrivata e si sarebbe poi portata via l'autrice di tanta meravigla.
Fu proprio così, non tanto tempo dopo il gran rifiuto a Pietro Crespi, che si cominciò la lavorazione de "il sudario di Amaranta".
(se proprio proprio non ce la fai a non essere pignolo, ti svelerò un piccolo segreto del vecchio Zambo: sì, l'incipit di quest'opera si ispira a larghe mani ad uno dei capolavori dei Pink Floyd... ma c'è anche del nuovo, non è soltanto fine scopiazzatura come si è già visto verso autori un po' più antichi)