Devi sapere, ragazzo mio, che il vecchio Zambo, almeno un po', ti ha sempre ingannato. In buona fede, eh! Però una piccola bugiola gli è scappata, ed è tempo che i nodi vengano, ahinoi, al pettine.
Ti ha sempre detto, quel vecchio un po' bugiardo, o meglio: mi ha sempre detto di raccontarti che il tempo in cui vive non è quello stesso tempo che tu ed io abitiamo, proprio adesso. Questo ha potuto assomigliare al vero, per un po': fintanto che il vecchio Zambo pubblicava su questo blog le opere provenienti dal suo profondo archivio.
Ti sarai accorto, però, che questo blog è incominciato mentre tu ed io passavamo per il finale del 2006, ed oramai siamo arrivati quasi al primo quarto di un 2008 tutto nuovo. Orbene, in quel 2006 che, in realtà, così distante ancora non è, il vecchio Zambo era molto, molto più indietro di noi: le prime creaturine che hanno visto la luce, infatti, portavano attaccate il cartellino 2001. In quell'epoca così lontana, nella nostra storia, progetti come "con l'abito blues" erano solo delle mezze idee, tutta la saga del "Granducato di Lot" e dello gnomo Zalanthas era in corso di svolgimento, e quel che venne dopo doveva ancora esser partorito dal gremito pensatoio del tuo vecchio compositore preferito.
Ma purtroppo, che lo si voglia o no, il tempo ha le sue leggi, che i vecchi compositori non possono sperare di aggirare a lungo. E si arriva così a scoprir la magagna: anche il vecchio Zambo, in realtà, deve obbedire a quelle leggi. Pubblicazione dopo pubblicazione, album dopo album, il tempo di fiaba del nostro vecchierello ha pian piano raggiunto i giorni nostri, tuoi e miei, ed ora non se ne può svincolare più.
L'ultima "operetta numero 2" porta addosso la data di dicembre 2007: l'altro ieri. E, sebbene il 2007 sia stato anno molto molto proficuo per il nostro, non è affatto garantito ch'egli possa andare avanti per molto a concepire tre (tre!) progetti all'anno. Questo blog va dunque incontro ad un inevitabile rallentamento, ché d'ora in avanti le opere andranno scritte (e forse suonate), prima di poter fare la loro comparsa da queste parti, e ciò, ahimè, richiede tempo. Non sono più belle che pronte, come prima.
Intanto, non preoccuparti: la fantasia obliqua del nostro si è disposta in forma più o meno armonica un'altra volta, e sta per vedere le luce l'ultima (in senso cronologico, non apocalittico) monumentale fatica del vecchio Zambo.
Un altro poco di pazienza, però: ché ancora non è finita del tutto.
al suo lavoro.