Se osservi con attenzione, ragazzo mio, e magari perdi l'attimo che serve per guardare il replay, puoi notare l'attimo esatto in cui il vecchio Zambo si è montato la testa, il fotogramma preciso in cui le manie di grandezza se lo son preso e se lo son portato via. Forse per sempre: prima era tra noi, e dopo... chi lo può sapere.
Correva l'anno di grazia 2008, più o meno come da queste parti. Il mondo non era più poi così giovane, ed il vecchio Zambo neppure: aveva già addosso tutti quanti gli anni che gli servivano, ma ciononostante continuava a compierne dei nuovi, con puntualità sorprendente. Quello che invece non rispettava alcuna logica, che era sempre in ritardo o in anticipo, mai giusto, era il solito difettuccio del nostro: covava tanti pensieri, aveva moltitudini di idee, e sempre al momento sbagliato capitava che una scalpitasse più delle altre, ed andasse di filato disposta in forma più o meno armonica.
La storia che quel vecchietto fantasioso cominciò a raccontare, in quel 2008 che stavolta è anche questo, narrava di un giovinetto cresciuto tra boschi e campagne, che d'improvviso veniva colto dalla smania di raggiungere la metropoli, e veder cosa c'era laggiù. Una storiella come tante altre, tale e quale a molte di quelle che già ti son state raccontate da queste parti.
Tranne in un piccolo, sfuggente particolare: il vecchio Zambo, questa volta, calcò la mano. Si dilungò. Lascio che il tempo avesse parte solo marginale in tutta la vicenda: ch'egli avrebbe incominciato e terminato quando aggradava a lui, senza regole o paletti o pastoie. Dunque la storia di "Polliceverde va in città" finì per essere suddivisa in due soli capitoli, che però sono pensati per formare un tutto unico.
Ciò che trattenne il nostro dal produrre una unica opera, un unico malloppone di filato, non fu una considerazione sulla sua fruibilità, né un pensiero alla connessione di chi l'ascolta, né altra cosa di queste fattezze: egli, dicevamo, otre a calcar la mano, si montò pure la testa. Ed allora divise quest'opera magna, questo, lasciatemelo dire, concept album in due tronconi, lunghi pressappoco come i due lati di un disco a 33 giri. E poiché come un tutt'uno sono pensati, come un tutt'uno ti verranno presentati: entrambi oggi, qui, su questi schermi.
"recto" e "verso", le due facce della stessa novella.
AGGIORNAMENTO DEL 12/05/2008: L'opera in questione, avrai notato, non è più disponibile. Poco più sopra è spiegato il perché.
al suo lavoro.